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VETRI SICURI IN EDILIZIA

Un utile ed essenziale richiamo ai principali riferimenti normativi sulla sicurezza dei prodotti vetrari per chi ogni giorno opera in edilizia.

 

Salvatore Cerminara, esperto e perito del tribunale di Roma

 

Nella progettazione di vetrazioni in edilizia, la norma principale di riferimento è la Uni 6534:1974 - Vetrazioni in opere edilizie (Progettazione, materiali e posa in opera). In questa norma, si specificano le esigenze da considerare nella progettazione, facendo riferimento sia al dimensionamento e spessore delle lastre di vetro, citando la norma Uni 7143 - Spessore dei vetri in funzione delle dimensioni, dell'azione del vento e da neve; sia riferendosi alla sicurezza, all'isolamento termico e all'isolamento acustico. Al riguardo, questi i principali riferimenti normativi per l'uso opportuno del vetro in edilizia:

- per la Termica, i Dgs 1932 e 311 e il successivo DM dell'11/03/2008;

- per l'Acustica, il Dpcm del 02/12/1997;

- per la Sicurezza, la Norma di riferimento è la Uni 7697/07 Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie, con rimando al DL 115 del 1995 (recepito dalla Direttiva europea 1992/59/CE) e al successivo Decreto legislativo 172 del 2004 (recepito dalla Direttiva europea 2001/95/CE), i quali trattano la sicurezza generale dei prodotti ed hanno vallore obbligatorio.

In questa nota, parleremo specificamente di sicurezza nelle vetrazioni per identificare l'idonea scelta del vetro occorrente, sia componente le vetrate isolanti, sia in lastra singola, per avere la conformità alla sopraindicata norma.

Vorrei, inoltre, precisare che, su questi tre argomenti - termica, acustica e sicurezza -, in caso di non conformità con le normative inerenti, per quanto riguarda termica e acustica, se pur importanti, si può porre rimedio con una soluzione o "amministrativa" o tecnica (ovvero, sostituendo le vetrate). Quando, invece, ci si confronta con la sicurezza, in caso di materiale non conforme a quello previsto dalla normativa e in presenza di lesioni a persone o, in casi estremi, di morte, si rischia un procedimento penale per lesioni colpose od omicidio colposo (come successo a Roma, vedi articolo del Corriere della Sera del 08/02/2009 e notizia su www.guidafinestra.it del 9 febbraio scorso).

A nulla valgono gli scarichi di responsabilità che si possono ottenere dai clienti in caso di lesioni causate dall'uso di vetri impropri. E', dunque, opportuno e vincolante usare i giusti vetri, come prescritto dalla normativa.

Abbiamo detto che, in Italia, la norma di riferimento per la scelta e l'uso dei vetri è la Uni 7697/07.

La stessa fornisce i criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie e specifica quali sono lo scopo ed il campo di applicazione. La norma fornisce i criteri di scelta dei vetri da usarsi, sia in esterni che in interni, in modo che sia assicurata la rispondenza fra prestazioni dei vetri e requisiti necessari per garantire la sicurezza dell'utenza.

 

VETRO TEMPERATO

Uno dei prodotti indicati dalla Norma con caratteristiche di sicurezza antinfortunio è il vetro temperato. Il vetro temperato è un vetro sottoposto a riscaldamento, riportandolo a 600-650 gradi centigradi e raffredato repentinamente in modo da avere una compressione permanente capace di dare maggiore resistenza alle sollecitazioni meccaniche e termiche, riducendo notevolmente anche il rischio di rottura per shock termico.

La rottura per shock termico è una caratteristica lesione della lastra di vetro, solitamente in opera, provocata da notevole irraggiamento, con differenza di calore sulla lastra stessa; esempio: con un cono d'ombra parziale sulla lastra o con una tapparella chiusa parzialmente o con tende o altro; a ciò si può supplire o temperando la lastra , o trattando il bordo dei vetri levigandolo a filo lucido o grezzo.

Tornando alla sicurezza, il vetro temperato termicamente, in caso di rottura, si sbriciola in piccoli frammenti inoffensivi, così da essere considerato, in talune situazioni, vetro antiferita secondo la norma Uni EN 12600, identificato secondo le classi 1(C) 1, 1(C) 2 o 1(C) 3.

Comunque, la norma  Uni 7697/07 prescrive, nelle situazioni di pericolo, esclusivamente i vetri temperati classificati 1(C) 1 o 1(C) 2.

In conclusione, è utile sintetizzare quali sono i vantaggi e gli svantaggi del vetro temperato.

Il vantaggio principale è che, anche un vetro sottile da 4 mm., si può certificare la conformità antiferita. Ciò, oltre alla leggerezza del vetro, porterebbe ad usare gli stessi spessori per vetri di sicurezza o non.

Gli svantaggi consistono nel fatto che, in caso di rottura, il vetro si sbriciola e lascia il buco. Inoltre, la reperibilità sul mercato di vetri temperati del tipo basso emissivo o selettivo magnetronico è più laboriosa che per i vetri stratificati, perchè occorrono degli impianti di tempra del vetro con sistema a convenzione meno diffusi degli impianti classici.

 

VETRO STRATIFICATO O LAMINATO

L'altro vetro indicato come vetro di sicurezza dalla norma Uni 7697/07 è quello stratificato o laminato. Il vetro stratificato si può definire come un pannello composto da due o più lastre di vetro unite tra loro su tutta la superficie mediante l'interposizione di materiale plastico, di cui il più diffuso è il polivinilbutirrale detto Pvb. Lo stesso viene prodotto assemblando due o più lastre di vetro, tra le quali vengono inseriti strati di Pvb e, dopo un primo passaggio in "manganatura" a 70 °C, per accoppiare le lastre, vengono inseriti in un'autoclave a diverse atmosfere, che fanno aderire il plastico al vetro e lo rendono trasparente.

Classificazione

Il vetro stratificato, in base alle sue prestazioni, viene classificato come livello di sicurezza nei seguenti modi:

- Antiferita classe 2(B) 2 Uni EN 12600;

- Anticaduta nel vuoto 1(B) 1 Uni EN 12600;

- Antieffrazione Uni EN 356, dalla classe P1 alla classe P5A (con le prove effettuate con la caduta della sfera), alle classi P6B, P7B e P8B (con le prove effettuate con l'attacco di martello ed ascia);

- Antiproiettile Uni EN 1063 dalla classe BR1 alla classe BR7 e con le classi SG1 e SG2.

Azioni cui possono essere sottoposti i vetri

- Carichi dinamici: da vento, folla, traffico pedonale, onde di pressione e depressione ecc.

- Carichi statici: peso proprio, carichi imposti, neve, pressione idrostatica in acquari e piscine ecc.

- Urti da grandine.

- Vibrazioni.

- Torsioni da azionamento di parti apribili.

- Sollecitazioni sismiche: conseguenza di fenomeni tellurici.

- Urti dovuti all'impatto di una persona (Uni EN 12600).

- Urti di pietre, colpi di mazza e/o d'ascia, dovuti ad atti vandalici o tentativi di effrazione (Uni EN 356).

- Urti di proiettile (Uni EN 1063).

- Incendi (Uni EN 357).

- Esplosioni (Uni EN 13541).

 

DANNI DA PREVENIRE

In caso di rottura delle lastre di vetro queste sono le situazioni da prevenire:

a) Danni a persone o cose, quando la rottura del vetro possa causare ferite a persone, animali o danni a cose. Ovvero, in caso di urto o collisione alla vetrata e il vetro dovesse rompersi, i frammenti della lastra non devono arrecare ferite a persone.

b) Caduta ne vuoto, quando, per rottura del vetro, si possa cadere nel vuoto da un'altezza uguale o maggiore di 1 mt. Ovvero, in caso di violento urto sulla lastra ed il vetro dovesse rompersi, lo stesso deve trattenere la persona senza permettere l'attraversamento della lastra evitando, in caso di dislivello di almento 1 mt., tra i due pavimenti, la caduta nel vuoto di chi urta la lastra di vetro.

c) Danni sociali, quando la rottura della lastra possa causare danni alla collettività, come: danni a opere d'arte, accesso ad esplosivi o oggetti pericolosi, evasione da carceri ecc.

Lo schema riportato nella norma Uni 7697/07 sintetizza e identifica tutte le situazioni, i danni e, conseguentemente, i vetri da usare in situazioni di potenziale pericolo.

 

I SERRAMENTI

La prima applicazione precisa: Serramenti esterni vetrati in genere (porte, finestre, portefinestre interamente intelaiate) se con il lato iferiore della lastra a meno di 1 mt. dal piano di calpestìo o se aperti sporgono verso l'esterno.

Praticamente, si intendono tutti i tipi di serramenti con ante vetrate che vanno dalla maniglia al pavimento e che si aprono all'esterno, anche in civile abitazione. Questa precisazione ha praticamente cambiato, dal 2007, il modo di usare il vetro nei serramenti, finestre e porte interne, nelle abitazioni private.

La norma precisa che, nella situazione di potenziale pericolo, per prevenire le ferite a persone bisogna usare un vetro o temperato o stratificato; nel caso ci fosse rischio di caduta nel vuoto, il vetro deve essere esclusivamente stratificato anticaduta nel vuoto classe 1(B) 1 e montato con i quattro lati intelaiati.

La domanda che spesso mi viene rivolta è la seguente: "Bisogna usare un vetro di sicurezza anche nella parte esterna del serramento?".

La risposta è semplice: se, nell'aprire l'anta verso l'esterno, la lastra esterna può andare a contatto con l'utente, la stessa deve essere di sicurezza. Se la parte esterna del serramento è raggiungibile dall'utente all'esterno (esempio: su un balcone), si deve usare un vetro di sicurezza.

Lo schema continua con altre varie situazioni, ovvero impianti sportivi, ospedali e scuole; da notare che, a differenza della prima versione della norma Uni 7697/00, nelle scuole si può montare, oltre al vetro stratificato, certificato classe 1(B) 1, anche un vetro temperato purchè classificato e certificato secondo la normativa Uni EN 12600 classe 1(C) 2.

 

LE BALAUSTRE

Un discorso a parte meritano le balaustre, interne o esterne che siano. Qui, l'obbligo è quello di rendere anticaduta nel vuoto le lastre di vetro che andiamo ad usare.

In una situazione semplice è facile identificare lo stratificato da usare certificato anticaduta nel vuoto e montarlo con la struttura sul perimetro. Però, le nuove tendenze architettoniche richiedono sempre di più vetri senza intelaiatura, addirittura senza neanche i montanti verticali, ma fissano i vetri direttamente al solaio con apposite rotulle in acciaio.

Qui, ricordiamoci che bisogna rispondere a due vincoli ben precisi.

- Resistenza al carico statico (riferimento prescrizione del paragrafo 3.1.4 Carichi variabili del DM Infrastrutture del 14/01/2008 "Norme tecniche per le costruzioni", G.U. n. 29 del 04/01/2008 Serie Generale).

- Resistenza al carico dinamico (con la verifica della corrispondenza alla norma Uni EN 14019/2004, con la sollecitazione da impatto con la "Prova del pendolo" direttamente su un prototipo del manufatto da montare).

 

VETRATE DI COPERTURA

Altro importante argomento per la sicurezza è quello relativo alle vetrate di copertura. Qui, possiamo affermare che tutte le lastre che "poniamo" sopra la nostra testa, in caso di rottura, non devono far cadere i frammenti sopra le persone; per cui, tutti i vetri rivolti verso l'ambiente devono essere stratificati.

E' opportuno usare in lastra singolaun vetro temperato/stratificato per avere maggiore resistenza meccanica e prevenire le rotture da shock termico. In ambienti dove bisogna prevedere un coefficiente termico contenuto, occorre usare una vetrata isolante con la lastra rivolta verso l'esterno temperata (di spessore opportuno secondo dimensioni e carico da sostenere) e quella verso l'interno stratificata.

 

RACCOMANDAZIONI CONCLUSIVE

RESIDENZIALE

Tutti i vetri che sono posti al di sotto dei 100 cm. dal piano piano di calpestìo devono essere temperati (se non c'è il rischio di caduta nel vuoto) o stratificati, sia dall'interno che dall'esterno dell'edificio. E' sempre opportuno usare anche per le lastre al di sopra dei 100 cm. vetri temperati o stratificati.

 

TERZIARIO

I vetri interni devono essere temperati o stratificati, indipendentemente dall'altezza del piano di calpestìo; per i vetri esterni, è sempre opportuno usare vetri temperati o stratificati, ancor più se entrano in contatto con le persone.

 

PARAPETTI

E' obbligatorio l'uso di vetri stratificati anticaduta nel vuoto. Se i vetri non sono intelaiati sui quattro lati, bisogna usare vetri temperati stratificati con verifica del DM Infrastrutture del 14/01/2008 "Norme tecniche  per le costruzioni" G.U. n. 29 del 04/01/2008 Serie Generale e della norma Uni EN 14019/2004.

 

SCUOLE OSPEDALI E ASSIMILABILI

In queste "situazioni applicative", tutti i vetri devono essere stratificati o temperati con classe di appartenenza opportuna secondo la 7697/07.

 

COPERTURE

Tutti i vetri rivolti verso l'ambiente devono essere stratificati. E' opportuno usare in lastra singola il vetro temperato/stratificato per avere maggiore resistenza meccanica e prevenire le rotture da shock termico.

In ambienti dove bisogna prevedere un coefficiente termico contenuto, bisogna usare una vetrata isolante con la lastra rivolta verso l'esterno temperata (di spessore opportuno secondo le dimensioni e il carico da sostenere) e quella verso l'interno stratificata. 

 

 

Fonte: SHOW ROOM porte & finestre - Luglio/Agosto 2009